
Dopo il Pub Tour di Novembre a Londra, che puoi trovare QUI, Praga era nelle nostre menti da svariato tempo, e con una veloce ricerca su Google Flights abbiamo trovato un ottimo biglietto per 3 giorni nella capitale della Repubblica Ceca.
PRAGA
Praga è la capitale della nazione con il più alto consumo di birra pro capite al mondo! Circa 145 litri annui per abitante (contro i 34 italiani). Ma ciò che la rende affascinante, oltre la birra, è la sua maestosità. “Praha matka měst” ovvero “madre di tutte le città”. È un piccolo gioiello dell’Europa dell’Est, e questa “guida birraria” vi permetterà con i tempi giusti anche di visitare tutte le tappe storiche di questa città meravigliosa, colma di storia e patrimonio dell’UNESCO, con i suoi magici scenari e stili gotici, liberty, rinascimentali e barocchi.
Le birre ceche ed i loro sottostili sono spiegate alla perfezione in questo articolo del nostro amico Angelo Ruggiero, il quale lo scorso anno ha pubblicato anche un fantastico libro “Birre a Praga” che vi consigliamo e che potete acquistare QUI.
Giorno 1 – Le certezze
Lunedì 10 Febbraio 2025, sbarchiamo nella capitale ceca con un volo di 1h e 50 da Roma Ciampino, abbastanza economico (circa 80€), in un pomeriggio di perfetta metà/fine inverno, nella fredda città, che nei primi due giorni ci regala un fantastico sole ed una temperatura di 3-4°C di giorno, e poco sotto zero di notte. Gli hotel in centro città (prenotato con Booking) sono molto economici e per la nostra fortuna abbiamo trovato una stanza da tre a circa 45€ (a testa) per 3 notti, guarda caso davanti due assolute certezze del mondo birrario di Praga : U Tří růží e U Zlatého Tygra. “Prague Botique Residence” (Jilska-24) , se volete prendere appunti, perfetta calda culla a nemmeno a 60 metri di distanza da queste perle, ed in pieno centro, proprio presso piazza della Citta Vecchia, dove vi è il famoso Orologio Astronomico. Alle ore 14:30, con un bus a circa 1,20€ dall’Aereoporto di Praga al Centro città, ci fiondiamo immediatamente come prima tappa da U Tri Ruzi (Alle Tre Rose).
U Tří růží

U Tří růží è un brewpub storico della città, vanta la nomea di avere una delle migliori Tmavý Ležák del territorio ed è sicuramente una tappa da fare obbligatoriamente. Non che le altre che vi indicheremo siano da meno! All’entrata noterete subito il calore che queste birrerie emanano, visto che principalmente all’esterno vi è un clima molto rigido. Calore che si mescola con l’odore di birra, aglio, cipolla, crauti, che noterete sempre in più posti, soprattutto i tradizionali. Ahhhh, aria di casa. Nemmeno il tempo di sederci ed ordiniamo immediatamente 3 Světlý Ležák, una 12°, (vi consigliamo di leggere l’articolo precedentemente linkato per capire la differenza tra le birre ceche). Servita dal tipico rubinetto ceco LUKR, arriva sui nostri tavoli sgocciolante con due belle dita di schiuma abbondante e nel suo oro brillante. Le labbra richiamano immediatamente la bevuta, e dopo un Na Zdravi di benvenuto, si sgargarozza il boccale in 1,23 secondi. Finalmente siamo a Praga. Per essere la prima birra, felici ed ammaliati dal magico posto, non si può non notare una marcata presenza di diacetile (aroma burroso, riscontrato per fortuna raramente durante il resto del viaggio). La prima birra è leggermente deludente, ma chissenefrega. Soprattutto per il prezzo, qui viaggiamo sulle 75 corone per 0,50 litri, 3 EURO!!! La prima, per dissetarsi dal viaggio, è andata. Ordiniamo subito la specialità della casa : Tmavý Ležák e Goulash in crosta di pane al timo. Il piatto, servito cremoso, caldo e ricolmo di cipolle all’interno della crosta di pane con il tipico cappuccio, è squisito. La Tmave, che rappresenta una delle migliori interpretazioni della zona (ricordo anche di 10 anni fa, nell’ultimo viaggio), è come ce l’aspettavamo. Nonostante un leggero sbuffo di diacetile, è lei. Tostata, cremosa, leggermente più alcolica di altre interpretazioni, luppolata, dal finale amaro e secco. Con il goulash, la morte sua! Continuiamo ad assaggiare cibo con delle ottime Ribs insieme a 2 litri di birra in nemmeno 30 minuti, per un costo di circa 75corone per la Svetly (3€) e 82corone (3,28€) per la Tmave.
Premetto nel dirvi che in ogni posto dove abbiamo mangiato, abbiamo cercato sempre di assaggiare cose diverse durante tutto il viaggio, trovando tutto di davvero ottimo gusto. Ok, stiamo già esplodendo. Tappa a visitare la piazza della Città Vecchia, la Torre dell’orologio, e pit stop in hotel, ore 18:00, ci aspetta una PERLA.
U Zlatého Tygra

Prima di raccontarvi questo posto totalmente assurdo, il consiglio che possiamo darvi è quello di prelevare o cambiare almeno 3000/3500 corone, circa 150€, in base alle vostre esigenze. Molti posti storici, tra cui U Zlatheo Tygra, e molti altri che abbiamo incontrato, non accettano carte, CASH ONLY. Inutile, non ci provate, ci sarà anche scritto all’ingresso, o a prescindere, devi saperlo. Si paga solamente in contanti. Il consiglio è di trovare un ATM o banco con un buon tasso di cambi, o utilizzare gli sportelli Unicredit. 1EUR dovrebbe ammontare a circa 25CZK.
Veniamo a noi. A circa 60 metri dal nostro portone, si erge una pietra miliare della Praga birraria. U Zlatheo Tygra, letteralmente “Alla tigre d’oro” è un luogo che non va ASSOLUTAMENTE saltato. Abbiamo provato a prenotare per telefono per scrupolo, senza avere risposta, fatto che risulterà divertente. All’ingresso di questo piccolo tunnel che porta alla porticina di legno della birreria, in un attimo si entra nell’atmosfera tipica praghese. Una volta varcata, verrete inondati dall’intenso vociare delle lunghe tavolate quasi sempre completamente occupate. Nella confusione totale del luogo, noterete immediatamente che il servizio è composto da 3 persone: uno vestito di nero con una parannanza in cuoio tipica di chi qui è addetto al bancone, spillerà senza sosta fiumi di Pilsner Urquell non filtrata dal rubinetto ceco LUKR, un secondo vestito completamente di nero (di solito con il broncio) che serve avanti ed indietro per la sala birre sgocciolanti a profusione, poggiate sul banco d’acciaio dello spillatore, un terzo vestito di bianco equipaggiato sempre di parannanza nera, sembra essere in un certo senso il “Maître” della sala. Come primo approccio, ci apprestiamo ad attaccare bottone proprio con quest’ultimo, chiedendo gentilmente un posto per 3, e lui rispondendo scocciatamente ci fa intendere che dovevamo prenotare mooolto molto tempo prima, al che noi mostriamo la chiamata sul telefono per far notare che avevamo provato senza avere risposta. L’atmosfera di questa iniziale chiacchierata risulta molto antipatica, celando uno scherno da parte del cameriere incazzoso, ma che in realtà mette alla prova dei semplici turisti, i quali non siamo, visto che qualsiasi turista ad un primo approccio del genere sarebbe già andato via. Ma lui ci legge negli occhi che siamo qui solo per U ZLATHEO TYGRA, per sentirci parte dei locals, e come di consueto in questo posto, ci indica un tavolo già occupato da molte altre persone, ma con 3 posticini per noi, dicendo “vi va bene questo?” “OVVIO!!!”. Se non si ha un tavolo prenotato, in questi posti, il consiglio è di accomodarvi nel primo posto libero, insieme ad altra gente, non c’è problema, qui è la normalità. Qui è la specialità. Qui è storia! Una volta accomodati, non si fa in tempo ad alzare lo sguardo che il secondo tizio col broncio, bassino paffuto e scomposto, vi porterà immediatamente il NETTARE DEGLI DEI, accompagnato da un fogliettino dove segnerà ogni volta la birra che berrete.

La Pilsner Urquell non filtrata che sgorga dalle fondamenta di questo luogo è PURA MAGIA. Sgocciolante, e sporca di schiuma, fresca, incredibile, va giù come acqua! L’ultima volta in questo posto, nel lontano 2016, era ancora legale fumare all’interno. Non immaginate alle 18:00 post-lavoro che cosa poteva essere questo posto. Nebbia da fumo, birre a profusione, sigarette in ogni dove, e 200 persone che parlano ad alta voce, un totale delirio. Questa volta non è da meno, senza fumo ovviamente. È indescrivibile bere in questa taverna, seduto tra i locals ed i tursti più coraggiosi, sotto dei quadri che ritraggono il presidente Bill Clinton che fece una famosissima presenza in questa birreria, Angela Merkel e molti altri. Un posto senza tempo. Appena finite il vostro boccale ve ne verrà immediatamente portato un altro e cosi via. Finche non fermate il tutto, almeno mettendo il sottobicchiere sul boccale, verrete serviti all’infinito, e le tacchette sul vostro foglietto saranno man mano arricchite. Noi ne abbiamo segnate ben 15, 5 birre a testa, per la bellezza di 2,5 litri in 1 ora scarsa, assaggiando salsicce e senape ed una specie di coppa di testa di maiale, il tutto squisito, in un’atmosfera PAZZESCA. Questo posto è storia, non si può assolutamente saltare. Iniziamo ad essere brillocci ed affamati. Allora con il nostro fogliettino ci dirigiamo verso il primo tizio, quello che all’ingresso ci ha schernito e canzonato, e vedendo il grande ritmo delle nostre bevute, ora sorride. Prende il tipico grande portafoglio, che praticamente è la cassa del locale, e ci dà il resto in cash. Urquell da 0,50lt a 68CZK, equivalenti a 2,70€. Il signorotto ora è nostro amico, ci chiede se torniamo anche il giorno seguente, rispondiamo che ci piacerebbe e ci proveremo (io ci sono tornato da solo per una birra volante perchè è un posto troppo assurdo e già mi mancava), ma abbiamo una grande lista di birrerie da visitare, lui annuisce con la testa in segno di rispetto e ci congeda con una pacca sulla spalla. Gioia. Rispetto ceco conquistato!
U FLEKU

Felici e carichi, ci fiondiamo nella fredda serata ceca, attraversando buona parte della città per arrivare ad una tappa storica, molto turistica ma immancabile. Dopo una camminata di buoni 15 minuti dal centro, giungiamo alla birreria più antica di Praga, con la tipica facciata giallognola ed un grande orologio a sovrastare la porta d’ingresso. Siamo nella più vecchia Pivovar (birreria con annesso birrificio di produzione) di Praga, datata 1499. Una grandiosa struttura composta da 8 grandi saloni in stile medievale e piu di 1000 posti a sedere. Una gioia per gli occhi. Neanche il tempo di entrare e ci accomodiamo ad una grande tavolata comune con altri 7-8 avventori. Tempo 5 secondi e ci vengono servite le prime tre birre, la Flekovský nefiltrovaný ležák 13°, birra chiara della casa, anche se siamo qui principalmente per una delle Tmave più famose della storia, Flekovský Tmavý Ležák 13°. Tempo altri 5 secondi ed arrivano anche i tradizionali shot di benvenuto (attenzione non sono offerti!) di idromele e di un liquore tipico ceco con cannella ed altre spezie, assassini!

Ordiniamo Schniztel, Goulash, Bramborove knedliky ovvero gnocchi di patate. Il tutto squisito, con un pò meno qualità rispetto altri posti più piccolini, ma si sà, questo posto è divenuto iper-turistico. Ma l’esperienza è sempre unica ed indimenticabile. Dopo una serie di Svetly Lezak, Tmavy ed altri shot, terminiamo la serata in uno spirito alcolico di allegria smisurata, venendo richiamati dai camerieri perchè il locale sta per chiudere. Sono le 23:00 e nelle immense sale di U Fleku, siamo rimasti solo noi tre ed una coppia di inglesi di Carlisle (confine tra Inghilterra e Scozia) a parlare di CAMRA, Mild ed English Ales. Giornata da incorniciare. Buonanotte.
SECONDO GIORNO – Tra storia e modernità
Il risveglio è leggermente traumatico, data la quantità immensa di birra ingurgitata il giorno precedente. Bottigliette d’acqua (che costa 3 volte di più della birra), colazione con Trdlnik, dolce tipico di Praga che troverai praticamente ovunque e si riparte. Direzione Ponte Karlo, Malastrana e Hradčany una fantastica collina dove si erge il maestoso Castello di Praga e dalla quale scorgere tutta l’immensa bellezza di questa città adornata di guglie gotiche. Magica. Indescrivibile. Dopo una buona mattinata a passeggiare e visitare i luoghi storici, alle 14:00 arriva la fame, ma soprattutto torna la sete. Ed allora, visto che siamo nelle alture di Hradčany, proprio a 10 minuti a piedi dal Castello di Praga, c’è un posto senza tempo, unico, raro.
Pivnice U Černého Vola

Ubicata in un palazzo ottocentesco, questa taverna degli anni ’60 è una perla rara ed a parer mio la miglior tappa del viaggio, quella che ti rimane nel cuore. U Černého Vola, “al bue nero”, è un viaggio nel tempo, un luogo non molto informale ne turistico. Entriamo ed avvertiamo un forte odore di cucina, birra sgocciolante, legno, tanto legno, ragnatele e luci soffuse. Il nostro habitat naturale. Non c’è molta gente, c’è la gente giusta. Qualche coppia, qualche gruppo di amici storici, qualche avventore solitario. La luce e l’atmosfera è unica. Prendiamo subito posto, accanto al tipico banco spillatore tutto in luccicante acciaio, con rubinetti cechi e vasche di acqua giacchiata per i bicchieri di servizio. Le birre in spina sono tre, Pilsner Urquell, Kozel Tmavy e Svetly non filtrate. Ordiniamo le chiare, tre Kozel Svetly, per cominciare, e dal menù scritto solo in ceco, bruschette con aglio e olio ed una pazzesca ed indimenticabile aringa affumicata, con una spropositata quantità di cipolla fresca grattugiata sopra. GODURIA TOTALE. Il simpatico signore che spilla, stranamente sorridente, fa avanti ed indietro per la piccola sala con questi boccali stracolmi che sgocciolano di continuo per tutta la sala dal pavimento in legno. Che posto magico! Assetati, ordiniamo la Kozel Tmavy e nonostante tutto, sarà il posto, sarà l’atmosera unica, è una bevuta leggendaria, emozionante. Una delle migliori del viaggio. Rimaniamo in questo posto per due ore davvero appaganti ed indimenticabili, seduti affianco ad un gruppo di amici probabilmente austriaci, tutti sulla 70ina, dove per tutte le due ore parla solo uno di loro, con un baffetto bianco ed un gilet da cacciatore mentre tutti gli altri lo ascoltano (forse) e sorseggiano il proprio boccale. Questo è quello che cerchiamo, piccoli semplici momenti di quotidianità che rimarranno per sempre impressi nella mente.
Arriva la fame e desiderio di scoprire altri luoghi, nonostante vorremmo rimanere per sempre in questa taverna. Proviamo anche la Pilsner Urquell che risulta troppo burrosa e carica di diacetile. Ci congediamo con un conto davvero esiguo per tutte le birre ed i cibi stuzzicati. Posto tra i piu economici incontrati, non stra-consigliato, di più.
LOD’ PIVOVAR

Dalla collina di Hradčany, prendiamo il Tram 6 che in 25 minuti ci porta sulle sponde del fiume Moldava per una tappa incredibile ed inverosimile.
Prima di raccontarvi Lod’ Pivovar, vi raccomandiamo di scaricare l’app BOLT, un servizio di Taxi, car sharing, consegna di cibo e molto altro, utilissima. Noi l’abbiamo scoperta forse un pò in ritardo, ma vi permetterà di muovervi in qualsiasi posizione ed orario della giornata a cifre davvero irrisorie. Super utile!
Giungiamo sulla riva del fiume attraverso il tram, che comunque ha il suo fascino vintage, super pulito, caldo ed efficiente, con possibilità di effettuare semplicemente il biglietto a bordo a pochissime corone.
Dopo circa 5 minuti a piedi per attraversare il fiume tramite un ponte, arriviamo ad un birrificio assurdo, stanziato su un battello sulle rive del fiume Moldava, dotato di impianto di produzione direttamente tra i tavoli del ristorante, il tutto a vista, praticamente un birrificio galleggiante! Pazzesco. Sono le 16:00, all’ingresso del battello ci troviamo direttamente davanti la sala fermentazione con fermentatori a vasca aperta, meravigliosi ed ipnotici, dove rimarrete ad osservare il krausen del lievito (la schiuma marroncina che si forma durante la fermentazione) ondeggiare. Siamo su una barca, cazzo. Assurdo. Siamo a fine giornata lavorativa e quindi a fine cotta (impianto da 500 litri e fermentatori da 500 e 1000), e l’odore degli scarichi di bollitura del luppolo pervadono ed invadono tutta la sala. Stiamo forse sognando?

Prendiamo posto su una finestrella che da sul fiume e si avverte subito la sensazione di essere già ubriachi, dato l’oscillamento del posto in cui siamo, fatto a cui ci si abituerà in breve tempo. Non perdiamo tempo, perchè già sappiamo che qui viene prodotta una delle migliori Tmave di Praga, ed allora prima di leggere il menù del pranzo, ordiniamo immediatamente tre Monarchie 13°, la Tmavy Lezak della casa.
L’aspetto è meraviglioso. Una mastodontica birra ebano sorretta da una cremosissima schiuma beige che emana forti odori di caffè e cioccolato. Il sorso è entusiasmante, tostato, erbaceo. Una birra clamorosa in un luogo clamoroso.
Che meraviglia. Sarà un fantastico pomeriggio sul fiume, con luci soffuse e totale calma dell’ambiente circostante, cullati dal dondolamento del battello. Estasi.
La cucina è altrettanto spaziale, proviamo un ottimo fish and chips, zuppe, una frittura di “pesci roccia” e mayo all’aglio, ribs, il tutto accompagnato dalle altre birre della casa come la Legie 10°, Republika 12° e di nuovo Monarchie 13°. VOTO 11. Posto pazzesco ed indimenticabile, birre memorabili, cucina ottima. Non si può saltare.
LOKAL U JIRATA

Stiamo per esplodere, di cibo e di birra. La giornata termina semplicemente a bere sotto casa, in un luogo abbastanza moderno chiamato “U Jirata”. Posto curioso, stracolmo di avventori post-lavoro, non c’è un tavolo vuoto ed il vociferare è assordante. Curioso il menù in cui si possono scegliere ed ordinare tutti e 3 i tipi di spillatura ceca “Hladinka”, “Snyt” e “Mliko”.
TERZO GIORNO – Last dance
Il terzo giorno comincia relativamente presto. Per tutti gli appassionati di arrampicata, consiglio vivamente di recarsi almeno qualche ora a digerire Pilsner e maiale presso una delle più grandi palestre di arrampicata d’Europa. BigWall, poco fuori dal centro, circa 30minuti con i mezzi o 15 con Taxi Bolt. Posto davvero mozzafiato, 3000mq di pareti con all’interno ovviamente un bar con Pilsner e Tmave alla spina. Fantastico!
Smaltiti e vomitati kg di roba sulle pareti della BigWall, siamo pronti per una nuova ed ultima grande giornata di bevute. Di tappe da fare ce ne sarebbero migliaia e già non vediamo l’ora di tornare, però ci diamo da fare e cerchiamo di fare il nostro meglio.
BAŠTA

Più che un consiglio, è un posto che vi raccomandiamo di visitare. Bašta neighborhood brewery è un ristorante e birrificio situato a Praga-4, facilmente raggiungibile con i mezzi o Bolt.
Dopo i primi due giorni di sole, il terzo giorno ci regala un clima tipico di Praga, un’intensa ma fine fine nevicata ci accompagnerà per tutto il giorno, rendendo l’atmosfera unica.
Sono le 13:00, all’ingresso il tepore e l’ambiente familiare di un tipico locale in legno, rilassano immediatamente tutti i muscoli del corpo. Pace.
Ci accomodiamo davanti il banco spillatore in acciaio, come sempre, e con questo calduccio e la porta di ingresso a vetrata che dà sulla strada, la neve che casca incessantemente, tutto si trasforma in un luogo di pura ed ennesima magia. Ordiniamo la specialità della casa, una rinfrescante, floreale ed erbacea Kroužkův Ležák 12°, una delle migliori Svetly del viaggio. Scende che è una meraviglia, ed il maltato che regala questa birra è indescrivibile. Vorremmo provare la loro Polotmave, ma non è disponibile. In spina solo la Lezak, Pale ale, una Sour ed un IPA. Che non proviamo. Continuiamo a suon di Kroužkův che è una meraviglia.

Per quanto riguarda il cibo, permettetemi il francesismo, ma qui non si capisce un cazzo. Menu solo in ceco. Abbiamo ordinato uno di tutto, perchè anche Google traduttore stava impazzendo tipo “Uccellino ballerino spagnolo in salsa di tavolino in brodo”, una cosa del genere. Ah , di una cosa che costava 5 corone chiamata tipo Rohlik Doublak, ne abbiamo presi ben tre. Ovviamente era pane. Ci hanno portato un cesto con 170 pezzi di pane. Fantastico. Il cameriere era il più scorbutico del viaggio, ma ormai per noi era solo cabaret, non ci faceva minimamente arrabbiare la cosa. In tutto ciò abbiamo mangiato da dio. Coscia d’anatra ripiena di gnocco di patate, rotolo di pernice con uova e salsicce, riso, zuppa di manzo e chissà cos’altro. Poi ci siamo documentati eh. Tutto ottimo, caldo, saporito. Con quel birrone che andava giu da dio, il tepore, il legno, la gente che passeggiava e la neve davanti i nostri occhi. Gran bel posto.
È ora di riposare. Un economicissimo BOLT ci riporta a piazza dell’orologio in 10minuti, tempo di ricaricare le pile e ripartire per l’ultima fredda ed innevata notte di Praga.
Pivovarská Nalévárna’Soukenická

Dopo un breve riposo più che meritato, ci incamminiamo nel nevischio verso il centro-nord della città. A circa 13 minuti a piedi da piazza dell’orologio, troviamo una vera perla che non immaginavamo minimamente così. In un piccolo quartiere, passiamo davanti la Taproom di SIBEERIA giovane realtà produttiva ceca (che di recente ha collaborato con Birra dell’Eremo per una fantastica Tmave Pivo) pieno di giovani e di offerte atipiche alla spina (sour, ipa, stout). Ma la nostra meta è un’altra. La “taproom” del birrificio Hostomice, Pivovarská Nalévárna’Soukenická. Entriamo dalla piccola porticina e ci ritroviamo tutti gli occhi dei presenti addosso. Il locale è un buco, una bettola da 5 tavolini, credo non ci sia nessun turista presente. Sorriso. I luoghi che ci fanno impazzire. Ci affrettiamo a sederci senza chiedere nulla a nessuno, ormai sappiamo come affrontare queste situazioni. Ci ritagliamo un minuscolo spazio per tre in un tavolino già occupato da altre tre persone. Un pò angusto, un pò stretto. Perfetto. Caldo, accogliente. Ma ci sentiamo un pò fuori luogo. Mi dirigo verso il piccolo spillatore che si trova all’entrata e vedo le loro tre birre in spina: Fabian 10°, Fabian 12°, Fabian 14°. Un avventore mi fissa, comprende subito che sono italiano e mi chiede se mi sento smarrito. Rispondo che sono perfettamente a mio agio e che sto pensando se iniziare con una Svetly Lezak o Tmavy Lezak. Rimane sorpreso.

Inizio a raccontare che sono il birraio di un birrificio Italiano che produce Tmave e Bohemian Pils, rimane esterrefatto. Mi dice che una conversazione del genere con un italiano per lui è come un sogno, non è possibile. Conversazione molto simpatica! Ordino 2 Svetly ed 1 Tmavy in dei boccali fantastici, vorrei rubarne uno, ma siamo in una taverna clamorosa e ci godiamo il momento. La Svetly è molto molto rustica, erbacea e floreale con dei sbuffi di zolfo che alla lunga stancano, bella puzzosa. La Tmavy è fantastica, scorre una meraviglia con dei sentori tostati, erbacei e leggermente cioccolatosi equilibratissimi. Questo posto è una rarità. La cucina è molto limitata, anche perchè non ho idea di dove preparino la roba in quegli spazi iper ridotti, e non abbiamo tempo di provarla perchè abbiamo già una meta in programma. Sicuramente da provare il formaggio Hermelin, tipico e che troverete in tutti i menù, sicuramente perfetto con quelle favolose birre. Secondo giro e paghiamo per andare via. Mezzo litro di questa fantastica birra 1,80€!!! Prezzo più basso del viaggio. Sbalorditivo.
Vinohradský Pivovar

Ancora seduti al piccolo tavolo di Hostomice, tramite l’app prenotiamo un Bolt che in 10 minuti di auto ci porterà presso un vero e proprio birrificio, che in realtà adesso è stato trasformato in BrewPub e ristorante, avendo aperto la sede principale a Káraný, ad una 40ina di km a nord-est di Praga.
Noi quindi ci dirigiamo verso il “vecchio” impianto, situato nel quartiere di Vinohrad, molto vicino al centro.
Vinohradksy Pivovar è un birrificio fondato nel 1893 ma la sua storia si interrompe durante la Seconda Guerra Mondiale. Viene ripristinata l’attività nel 2013 da un gruppo di amici homebrewer con un “piccolo” impianto da 25hl, la produzione viene affidata a Franz Richter, nome ben noto in patria.
Arriviamo immersi nel nevischio di una gelida notte di Praga davanti questo immenso edificio, con una scritta a caratteri cubitali ed il simbolo del birrificio. Sempre pura magia. Entriamo e la struttura è davvero molto particolare e moderna. Sembra un tunnel sotterraneo, con il birrificio in un piano sotterraneo, a vista, tramite dei grandi oblò. Veramente un gran bel posto. È Mercoledi sera, sono le 21:00 e sia il primo piano che il piano terra sono pieni. Troviamo un piccolo tavolo per tre e ci accomodiamo, estasiati dalla vista del birrificio che fino a poco tempo fa produceva 24h su 24, con 4 birrai a rotazione, prima di aprire il nuovo sito produttivo. Super!

La loro produzione spazia da Svetly Lezak 10°, 11°, 12°, a Polotmave , Tmave, American Pale Ale, IPA, Gose, Brut IPA, DIPA, NEIPA e molto altro.
Siamo molto fortunati perché nemmeno da 10 giorni è uscita la nuova birra “Black Panda” una Tmavy Lezak da 5.4% da leccarsi i baffi. Perfetta, equilibratissima, forse la migliore Tmave bevuta a Praga. Ne bevo tre facili facili. Immancabili poi Karanska 9°, Vinohradska 11°, Vinohradska 12°, Jantarova 13°. Gran bel viaggio birrario, e culinario. Abbiamo come di consueto ordinato uno di tutto: cicoli di maiale (molto tipici) con mostarda e cipolle rosse, aringa marinata con aneto e mostarda, schintzel con patate intere al forno, lardo, zuppe, gnocchi di pane. Tutto di altissima qualità ed ottima fattura. Una super cena in un ambiente molto giovanile, movimentato, dinamico, con vista su birrificio. Non è mancato l’acquisto del bellissimo merchandising di Vinhoradsky. La meta perfetta per concludere il viaggio.
Ce ne sono infinite di tappe ancora da fare e non vediamo l’ora di tornare. Magari affittare una macchina e girare in lungo e largo Moravia e Boemia.
Ma tre giorni intensi a Praga sono la perfetta e abbastanza economica meta birraria da fare una, o più volte, nella vita. Già ci manchi. Ciao Praga, a prestissimo.
Qualche tappa fondamentale :
U Zlatého tygra
U Tří růží
U Fleků
Pivovarská Nalévárna’Soukenická’
Vinohradský pivovar
Pivovar Bubeneč
Lod’ Pivovar
Dva Kohouti
Bašta neighborhood brewery
Jelínkova Plzeňská pivnice
BeerGeek Bar
Sibeeria Taproom
Pivovarský klub Benedict
Břevnov Monastery Brewery
Pivovar Prokopák
Únětický pivovar
Kbelský pivovar
Pivovar Uhříněves
Pivovar Hostivar
Kavárna Monopol
Purkmistr BreweryU Pinkasů